Come ogni persona civile, non posso che piangere le vittime del 11 settembre 2001, ma da un punto di vista storico e geopolitico non si può negare che tale evento drammatico abbia segnato una svolta nella percezione di invulnerabilità e immunità di un popolo e un governo (quelli americani) che hanno sempre portato la guerra in casa d'altri, sentendosi al sicuro "a casa loro".
E siccome siamo in un momento storico in cui la presidenza USA, non solo ha unilateralmente attaccato uno stato sovrano (Iran) e sostenuto il genocidio di palestinesi operato da Israele, ma fa addirittura sfoggio di tali aggressioni vantandosi di poter "cancellare" una civiltà millenaria come quella Persiana, ritengo sia perfettamente lecito celebrare un evento che, per una volta, ha colpito i bulli "a casa loro".
Ecco perchè chi ha a cuore la libertà e la pluralità di pensiero ha il diritto di celebrare questa data come doloroso monito.