[Recensione] Paul Cleave - Non ci credere

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[Recensione] Paul Cleave - Non ci credere

Messaggiodi frk il 16/05/2019, 14:29

Voglio subito dire che questo thriller di Paul Cleave, a mio giudizio, è un autentico capolavoro. Avevo già avuto modo di apprezzare l'originalità di questo autore neozelandese e questa nuova lettura che mi sono regalato, mi ha confermato che si tratta di uno scrittore capace di dare vita a opere decisamente insolite, con personaggi credibili e caratterizzati in modo encomiabile.
Non crediate che io sia solito espriemere giudizi tanto entusiastici, anzi, sono piuttosto critico, soprattutto con l'enorme pletora di autori di romanzi thriller e gialli che affollano le librerie con opere spesso insulse. Trovo assolutamente ingiustificato ed inspiegabile l'entusiasmo attorno ad autori come Connelly, Koontz, Lansdale o Deaver (non me ne vogliano i loro fans) ma qui siamo su un livello decisamente superiore!
Sensa spoilerre nulla della trama, posso accennarvi che "Non ci credere" ha per protagonista proprio uno scrittore di romanzi thriller, cui viene diagnosticato l'alzheimer (è la premessa di tutta la storia, non sto svelando nulla che possa guastarne la lettura, non lo farei mai). Questa situazione viene utilizzata per generare una serie infinita di sviluppi che vanno ben oltre le prevedibili implicazioni di una simile patologia. La struttura dell'opera, che alterna le pagine di un diario fittizio redatto dal protagonista, con canonici capitoli narrati in terza persona, riesce ad esaltare la suspence senza però ingarbugliare le idee del lettore, come accade quando i piani narrativi sono molteplici. La tensione è davvero palpabile in molti punti della storia, mentre in altri a farla da padrona sono la frustrazione e lo smarrimento del protagonista, che vede sconvolta la sua percezione della realtà e la consapevolezza stessa delle proprie azioni.
L'abilità di Cleave di mantenere vivo l'interesse del lettore è magistrale. Se proprio devo trovare un difetto a questo "Non ci credere" lo ravviso in una certa frettolosità nella parte conclusiva, ma questo è un difetto che riscontro in moltissimi libri, quindi potrebbe trattarsi di una mia percezione. Forse il romanzo mi è piaciuto talmente che arrivare alla conclusione ha rappresentato per me una piccola contrarietà.
Voglio avvertire che, dati gli argomenti trattati (sia i crimini che la grave malattia), l'atmosfera del romanzo può risultatare, a volte, un pò angosciante, ma se non avete problemi al riguardo, allora questo è il prossimo libro che dovreste leggere, soprattutto se ne leggete pochi.
"...a me pare che alla gente non dispiaccia essere abbindolata, se solo le si dice il contrario. E' quando le si dice che la stanno abbindolando che non lo sopporta."
Norman Mailer - La costa dei barbari
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