Questo romanzo di Paul Theroux è stata una autentica sorpresa per il sottoscritto. Conoscevo Paul Theroux per aver letto "Hotel Honolulu", un romanzo davvero ben scritto sulle vicissitudini umane ambientato in un albergo delle Hawaii, ma non avrei immaginato che l'autore fosse altrettanto bravo, se non di più, con la fantascienza.
Sto parlando di fantascienza con la "F" maiuscola, quella che non ricorre a mostri e superpoteri per intrattenere il lettore, ma espande semplicemente le possibilità inesplorate del destino della società umana, provando a ipotizzarne gli sviluppi futuri.
Il mondo descritto in "O-zone" è quello di una società malata, in cui le diseguaglianze sono ancor più esasperate e cittadini di serie A vivono al riparo dentro torri tecnologiche in città blindate, in una sorta di prigionia dorata che però li estromette dal contatto con la natura, mentre i diseredati, i nullatenenti, non possiedono nemmeno una vera identità e possono essere sterminati come bestie, impunemente.
Ma questo torvo scenario è soltanto lo sfondo in cui l'autore fa muovere personaggi complessi e multisfaccettati, secondo dinamiche spesso non prevedibili ma sempre verosimili.
Davvero non mi spiego come mai questo romanzo non sia più noto al grande pubblico (io non ne avevo mai sentito parlare prima di acquistarlo) perchè a mio avviso "O-zone" andrebbe annoverato tra i capolavori del genere.